Blog29 Luglio 2022by Alessandro BorghesanSe vuoi che gli altri cambino, cambia tu

Pensare di cambiare gli altri senza mettere in discussione se stessi è una partita persa in partenza.

Il cambiamento organizzativo richiede la partecipazione anche dell’imprenditore o del manager

9 volte su 10, quando questo è l’approccio dell’imprenditore che ci viene a chiedere un progetto di cambiamento organizzativo, lasciamo perdere il campo e la partita perché non è assolutamente pensabile, quello di iniziare a lavorare su un gruppo – squadra senza prendere in considerazione il capo, il manager o il titolare.

In particolare su quelle che sono le aziende clienti di gruppo vola, cioè tra i 20 dipendenti e i 120, quindi dove l’imprenditore è molto presente ancora nella vita organizzativa, non è possibile pensare ad un progetto di cambiamento senza che l’imprenditore si giochi in prima battuta.

Cambiare gli altri, ma anche se stessi

E sostanzialmente si tratta di affrontare uno dei più grandi muri da scavalcare nel rapporto con le persone e cioè tutti vorremmo che fossero gli altri a cambiare però noi non mettiamo mai in discussione nulla di quello che riguarda noi.

Il nuovo focus

Il focus invece è totalmente da cambiare almeno per quello che è lo stile della casa: è importante che quando si affronta un percorso di cambiamento e di crescita organizzativa, che quindi va a toccare anche la cultura delle persone, lo scopo dell’azienda, tutti devono mettersi in prima persona a lavorare sul proprio atteggiamento e l’imprenditore deve essere il primo della fila, quindi non qualcuno che allena in panchina o guarda gli altri giocatori giocare. Quindi è fondamentale che, se tu sei un imprenditore o un manager che vuole cominciare un percorso di crescita organizzativa, metti già in conto che un pò di lavoro dovrai farlo anche tu.